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Bentivoglio, a meno di 20 chilometri dal centro storico di Bologna, è una località attraversata dal canale Navile, sul quale si protendono gli edifici più importanti e rappresentativi della cittadina. Il comune prende il nome dalla nota e feconda Signoria bolognese “i Bentivoglio” dal 1886 ma le sue origini sono molto più antiche, e risalgono all’epoca villanoviana.

Nel centro storico della cittadina, proprio la famiglia Bentivoglio, nella seconda metà del ‘400, fece costruire il “Castello di Bentivoglio”, oggi uno dei più importanti edifici storici del luogo, un tempo loro residenza di svago. L’edificio custodisce il memorabile ciclo affreschi nominato le “storie del pane” che ripercorre le fasi della panificazione, dalla semina ad al banchetto. Simbolo dell’economia molitoria della pianura è il mulino Pizzardi, straordinario patrimonio di archeologia industriale attivo già nel ‘300.

A pochi passi da lì, cambiando genere e stile, si trova Palazzo Rosso, fatto edificare dal marchese Carlo Alberto Pizzardi nel 1887 come abitazione padronale. Il palazzo è uno dei più noti esempi della stagione Liberty bolognese e presenta splendide decorazioni realizzate da Achille Casanova su disegno di Augusto Sezanne, raffiguranti ambientazioni tipiche della locale zona palustre. Ma il capolavoro di decorazione si trova nel salone che dà sulla loggetta, “Sala dello Zodiaco“, realizzata tra il 1896 e il 1897 da Augusto Sezanne e utilizzata da Carlo Alberto Pizzardi come meridiana per la consultazione e l’interpretazione del cielo. Questa è una delle migliori espressioni dell’Æmilia Ars. Sul soffitto vi è la raffigurazione dell’evoluzione terrestre e delle fasi lunari unite alla stilizzazione del Sole, rappresentato coi soli raggi di un intenso colore rosso; alle pareti sono rappresentati i segni zodiacali, l’aria palustre tipica della zona. Oggi è sede della Biblioteca Comunale, della Sala del Consiglio Comunale e luogo di attività culturali.

A pochi chilometri da Bentivoglio, si trova il Museo della Civiltà Contadina all’interno di Villa Smeraldi, residenza signorile di campagna, che si può far risalire al secolo XVIII, contornata da uno splendido parco romantico. Tra macchine agricole, strumenti e oggetti testimoni del lavoro nelle campagne bolognesi tra ‘800 e ‘900, si potrà ricostruire la vita e le vicende della pianura.

Spostandoci nell’area più naturale del comune si trova l’Oasi la Rizza, uno dei complessi di zone umide più importanti della pianura tutelata anche a livello europeo. All’interno vi si possono trovare acque basse e profonde con al centro dell’invaso una grande isola. Per poter ammirare al meglio la flora e la fauna sono state realizzate due torrette di osservazione e alcuni punti schermati. Infine, rilevante è stato il progetto con cui si è cercato di reintrodurre la cicogna bianca e grazie al quale oggi è possibile apprezzarla insieme ad alcuni suoi nidi.

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