Un percorso in bicicletta di circa 20 chilometri che consente di scoprire un tratto piacevole, semplice e completamente accessibile della Ciclovia del Santerno, un itinerario di alto valore ambientale e paesaggistico, che attraversa ambienti fluviali con boschi ripariali, opere idrauliche di interesse storico come i Canali dei Mulini, formazioni geologiche come la Vena del Gesso e zone agricole di pregio con coltivazioni a frutteto specializzato.
L’itinerario ha inizio in città ad Imola, in un comodo parcheggio situato in prossimità della Rocca Sforzesca e su alcuni tratti di pista ciclabile in sede stradale porta nella bellissima cornice di Piazza Matteotti; uscendo dal centro cittadino, prima in zona traffico limitato, poi su comode piste ciclabili in sede dedicata, si attraversa il complesso dell’Osservanza, area di un ex manicomio che prese vita nel 1890 come ospedale psichiatrico provinciale. Era costituito da grandi padiglioni per il ricovero dei malati e per i servizi generali di cucina, lavanderia, officina oltre che dagli ambulatori e dagli alloggi del personale, area ora interessata da uno dei progetti di riqualificazione più importanti per la città.
Presto si inizia a pedalare sull’itinerario della Ciclovia del Santerno, che corre in tutto il tratto che percorreremo lungo il Canale dei Molini di Imola, opera idraulica che parte dal Santerno in località Codrignano, scorrendo poi quasi parallelo al fiume fino a Imola, dove si separa in due rami, che la circondano, per poi ricongiungersi a valle e proseguire affiancato alla via Selice. Attraversa poi Massa Lombarda, San Patrizio, Conselice, Lavezzola.
Il percorso ciclabile attraversa la città e le sue bellissime aree verdi su pista ciclabile dedicata (attenzione agli attraversamenti con le strade) e per lo più su fondo asfaltato; si alterneranno presto alcuni tratti di sterrato leggero (su pista dedicata) ad alcuni tratti di strade a bassissimo impatto di traffico.
Il Canale dei Molini scorre sempre vicino alla ciclovia e attraversa campi coltivati a frutteto, a cereali, con colture orticole, nel classico paesaggio agrario di fondovalle di Romagna; il percorso qui suggerito si conclude presso la Chiusa di Codrignano; l’opera viene citata per la prima volta in un rogito del 1258. Nel Medioevo l’acqua del fiume era convogliata nel canale artificiale per mezzo di arginelli di sassi. La prima vera chiusa, costruita nel 1852, ebbe vita breve, poiché fu travolta da una piena sette anni dopo. Nel 1860 ne venne costruita una più solida, che però crollò in seguito a una piena eccezionale del Santerno nel 1951. La chiusa attuale è stata costruita nel 1954.
Il percorso di rientro a Imola è il medesimo dell’andata.
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Tipologia di fondo: 50% asfalto, 50% sterrato leggero
Tutto l’anno ad esclusione dei mesi più caldi e dei periodi piovosi (il fondo in alcuni tratti potrebbe essere fangoso).